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..palpiti di un cuore in volo..

iℓa La

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Adoro i viaggi di andata, i treni, i voli in aereo.. fotografare ogni dettaglio, ogni istante.. le inquadrature dal basso, i controluce, i riflessi.. il sole, le stelle, i temporali estivi.. ..le calde serate d'estate.. la luce e i chiaroscuri.. gli specchi Coca Cola, i manifesti e le foto d'epoca, i primi piani in bianco e nero.. le albe e i tramonti.. le confidenze di fine serata, le chiacchiere a due.. ballare e cantare a squarciagola in macchina.. il tintinnio dei cucchiaini.. gli spaghetti al ragù, le zucchine ripiene e le polpette di casa mia.. il caffè, le albicocche e il tiramisù.. il profumo del legno e delle matite.. camminare in montagna, passeggiare sulla spiaggia.. la lingerie di seta e le trasparenze.. il nero e l'avorio.. il viola e l'arancione.. il rosso scuro e il bordeaux.. una serata di jazz con un calice di rosso.. e tante, tante piccole - grandi - cose, che fanno la differenza..

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2009/11/12

Cicatrici.

Ho aspettato di stare meglio, per parlarne. Un taglio, uno scavo, e poi dei punti di sutura alla schiena, mi han fatto riflettere molto, ogni giorno, nelle ultime tre settimane.
La paura prima dell'intervento, il terrore durante l'operazione e nell'immediato dopo, poi un alternarsi di timori, momenti di calma apparente e di nuovo dolore e paura.
Punti interni che facevano male, male in profondità, male fino a trapassarmi e a coinvolgere molte parti di me, lo stomaco, la testa e soprattutto i miei pensieri.
Paura che non passava, paura che non passasse. E mi sentivo incompresa, sola, perchè solo io sapevo cosa sentivo, cosa provavo, la ragione delle mie paure.
La terza sutura in vita mia. Sembra un caso, ma a volte la vita ci pone situazioni che sembrano metafore di altro già vissuto e irrisolto, forse per aiutarci a leggerlo in maniera diversa, o forse solo un po' più chiara.
La terza sutura. Ma sapevo, da prima ancora che mi tagliassero, che sarebbe stata diversa. Che sarebbe stata più complicata, più rischiosa, più..
E lo sapevo già quando mi son messa a piangere la sera in cui quel neo ha sanguinato. E sapevo che si era rotto ancora prima di vedere il sangue sulle mie dita. A volte basta un niente, per sapere come sarà.
Quei punti interni davano fastidio, no, dolore. Profondo, insistente, insinuante, trapassante. Molto più dei punti esterni, di cui non mi interessava nemmeno la vistosità. E il terrore era che non sarebbe passato.
Allora, mi sono resa conto di quanto avrei dato per stare di nuovo bene, e se fossi riuscita a non provare più quel dolore avrei avuto il dovere di tornare a vivere in pienezza, come una persona sana e con tutte le carte per farlo, senza più sentirmi "malata" o piangermi addosso o trascinarmi senza far niente, e avrei preso una volta per tutte il coraggio a due mani e mi sarei lanciata in avanti, come ancora non avevo fatto, lasciandomi alle spalle il passato.
Ora lo devo.
I punti esterni sono stati tolti, e dopo tre giorni la sutura tiene da sola. Avevo paura anche di quello. Ma - come ha detto il chirurgo - "i punti prima o poi vanno tolti". Già.. io quei benedetti punti, che tenevano insieme le parti, non li avrei più tolti. Temevo non reggessero. Un punto di sforzo troppo rischioso, per una pelle ancora così fragile. E invece tengono. Ce l'hanno fatta!
Coraggio, ila.
I punti interni faranno ancora il loro lavoro, stasera danno ancora un pochino fastidio, ma so che passerà. E voglio andare avanti.
Ho sempre amato le mie cicatrici. Questa - al pari di un tatuaggio - voglio che mi ricordi questo momento, ogni volta che tornerà la tentazione di lasciarmi andare giù.
Sulla mia pelle. Ci voleva.
2009/11/11

..

 
(non giudicare, perchè)
 
non puoi immaginare il mondo che ognuno porta dentro di sè..
 
 
 
 
2009/11/4

Devo..

 
..devo cambiare prospettiva..
 
..o devo cambiare aria..
 
..o, forse, devo cambiare..
 
..devo.. ma voglio..?
 
 
2009/10/13

Sognare..

..sognare.. che effetto strano, che mi fa questa parola.. soprattutto se la scopro scritta tra i nuovi appunti di chi non c'è più..
Lui ha ricominciato a sognare, e da tanto tempo.. io invece sono rimasta là, legata a quel sogno che non c'è più.. e non ho avuto la forza di sognare ancora..
..mi sembra di non esserne più capace, non ci riesco.. "non ci riesco".. una volta a noi bambini insegnavano che non si deve mai dire, nè pensare, quel "non ci riesco"..
..e stasera sono di nuovo qui.. a chiedermi quale sia la chiave di volta per tornare a vivere e a sognare anch'io..
..e forse il primo passo da fare è davvero imparare ad amarmi un po' di più..
..a costruirmi, a capire chi sono..
..il viaggio è lungo..
 
Buon viaggio anche a voi, amici miei..
 
2009/10/12

Nella valle dei Walser

Gli Zuerghie sono folletti che dimorano tra i boschi della Val Formazza.
Scivolare con slitte di legno lungo i declivi innevati dei monti è il loro passatempo preferito.
Non è una specie violenta o maligna e, spesso e volentieri, aiutano i valligiani nei lavori dei campi.
Molti raccontano che una volta uno Zuerghie abbia prestato servizio, come servitore, presso una nobile famiglia dell'Ossola.
Purtroppo però, un giorno, venne incolpato di aver insidiato la moglie del padrone e, per vendetta, venne ucciso.
Da allora gli Zuerghie sono diventati molto più guardinghi nei confronti degli uomini e tali sono rimasti fino ai giorni nostri. 
"Prima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe"
 
A volte basta un giro fuori porta, per aprire gli occhi su un mondo così diverso dal proprio ed inaspettato..
..e allora ti rendi conto di quanto le persone siano impastate della terra stessa in cui nascono, plasmate dal vento che la percorre a volte scuotendola, riempite dell'aria che vi respirano..
..e capisci che, tante sono le terre diverse tra loro, altrettante sono le culture, le usanze, le mentalità e i modi diversi di vedere e vivere il mondo..
..basta ascoltare le sonorità di una lingua, per rendersene conto, e per capire già molti tratti delle peculiarità di una terra..
..e guardarsi intorno, sentirne l'aria sulla pelle, assaporarla e lasciare la mente aperta..
..e capisci molti perchè di com'è la gente..
..e ti rendi conto che non vediamo con gli stessi occhi..
..e che diamo troppe cose per scontate..
..ma l'universo è fatto di mille colori..
..e davvero non è solo bianco o nero..
 
 
2009/10/9

Rollercoaster..

..si sta come sulle montagne russe..
..continui su e giù..
..e a volte ti sembra di essere ancora una volta impantanato nella solita fastidiosa fanghiglia..
..quei momenti in cui tra l'altro senti il mondo lontano, ognuno preso per la sua strada, le sue corse, le sue routine e impegni..
..così rimani per un po' sul fondo..
..e forse momenti così servono anche..
..poi all'improvviso, quando chiedi un segnale, qualcosa all'improvviso arriva..
..quando eri pronto a ributtarti giù, a gettare la spugna, ecco che bussa alla porta quella piccola risposta che desideravi.. quel raggio di sole in cui non osavi sperare..
Nulla di nuovo, solo che oggi mi sentivo un po' così.. e ho voluto raccontarvi questo mio pensiero..
..fatto di piccole cose ricorrenti.. sorprese che la vita ci fa quando abbiamo bisogno di luce..
..quelle che arrivano al momento giusto, facendoti cambiare direzione..
..piccoli fiori lungo il cammino..
..e forse dovrei dire Grazie..
..piccoli miracoli che non sai spiegare..
..la vita è fatta anche di questo..
..Grazie, davvero..
 
 

2009/10/6

Montagnes valdôtaines..

..vous êtes mes amours..
 
 
..e così - visto che le normali altitudini non mi bastano mai - son tornata sul Monte Bianco..
..eh sì, non so perchè ma l'alta quota mi fa un certo effetto.. dai 3000 in su provo un insolito benessere psicofisico..
..quasi quasi mi porto una tendina e mi stabilisco lassù!
Chi vuole venire a trovarmi potrà godere di aria buona, un'ottima vista, una piacevole frescura, e svolgere una tonificante attività fisica all'aperto!
 
Vi aspetto!
 

2009/9/25

..proviamo a passare..

..visto che la mia statura - anche umana - di formichina non mi permette di saltare in alto, proverò a passarci sotto.. Animoticon
 
 
"Gli è tutto sbagliato..
..tutto da rifare..!"
 
..se lo diceva di sè un colosso e campione come Bartali, comincio a pensarlo anch'io..
..non che sia tutto sbagliato..
..ma che forse qualcosa sia da aggiustare.. qualcos'altro da limare.. altro ancora da riempire.. altro da cambiare..
..insomma, di lavoro ce n'è tanto da fare..!
 
Ci proviamo..?
 
2009/9/24

Vorrei..

Vorrei tornare a rendere più "vivo" questo spazio a cui ho sempre dato e da cui ho sempre ricevuto tanto..
..in questi giorni ci ho pensato.. e avrei avuto anche molto da scrivere, e avrei fortemente voluto farlo..
..ma chi mi conosce sa che non mi piace scrivere parole troppo lagnose..
..e la ferita in questi giorni si è riaperta.. sembra una piaga, non se ne vede la pelle..
La verità è dunque questa. Son tornata - anche se in realtà in sottofondo non se n'è mai andato - ad avere dentro quel caos e quel turbinio di emozioni, pensieri, arrovellamenti e lancinanti dolori dell'anima..
Piccoli e numerosi passi sono stati fatti, me ne rendo conto se ripenso a quello che era.. però ogni volta è un cadere di nuovo giù. E ogni volta la stanchezza aumenta, e sembra che quella luce in fondo al tunnel sia sempre più remota e vana.
Comincio a pensare sul serio di non farcela da sola.
O forse basterebbe davvero poco, basterebbe solo che riuscissi a trovare quel bandolo che dia un senso, che riempia un po' tutto questo vuoto e dia una forma. Perchè in effetti, se ci penso, ho in mano le redini della mia vita, ma non so dove andare.
Queste parole solo per scoprire le carte e dirvi tutto.
Per qualcuno avrà un senso, lo so.
 
Un abbraccio a ognuno.
Vi voglio bene.
 
La vostra ila
 
 
2009/9/9

..9.. 9.. 9..

..un numero che ha segnato molte tappe lungo il mio percorso..
..un numero "speciale".. di quelli che non sapresti dire ma.. capitano sempre a marcare qualcosa..
..nel bene e nel male..
..perchè ancora non ho capito se inscriverlo nella mia lista nera o in quella bianca.. o se solamente lasciarlo lì e tenerlo d'occhio, ogni volta che capita accanto..
 
..un numero che oggi si ripete per ben tre volte..
 
..l'anniversario dei miei..
..l'anniversario di tante cose..
 
..e oggi.. opportunità da cogliere.. Sorriso
 
 
P.S. visto che la curiosità mi ha trascinata in una delle mie tentacolari ricerche via web, ho trovato questo interessante scritto.. dateci un po' un'occhiata! Animoticon http://marcoragusa.wordpress.com/2009/09/02/preparazione-per-il-9-9-9-seconda-parte/
2009/8/31

..e rieccomi qui..

..in ufficio, alla mia postazione sghemba, gomito a gomito con quella della mia "coinquilina" di lavoro.. e la sento parlare, scorrono le parole al telefono, confidenze che mi fan pensare.. situazioni poco chiare che risuonano fin troppo familiari, dentro me.. e mi fa male, riviverle, come se già non lo facessi ancora quasi quotidianamente di mio..
..e mi verrebbe da dirle di lasciar perdere.. e invece so com'è.. e che anche lei andrà avanti finchè ce n'è.. e sto male per lei, per me, per tutte queste cose.. che in un mondo giusto - come quello delle favole - non dovrebbero esistere..
 
Son tornata da nemmeno due giorni da una bella settimana in montagna. Bella, davvero. Ci voleva, eccome.
Quest'anno ne avevo voglia, e ho deciso il dove e il come ed è andata così. Strano!
Aria fresca, respirata a pieni polmoni - anche se talvolta intervallata da qualche tiro di cigarillos - e quell'indefinibile mix di piccole cose che fanno della montagna un microregno di piaceri/golosità/benessere in generale..
 
E più si saliva, più mi sentivo di nuovo a casa.. dopo tempo..
I 3000 danno una prospettiva così diversa, che vorresti rimanere lassù..
..tra rocce, licheni e piccoli fiori che resistono al vento..
..camminare allo Stelvio tra quelle che erano trincee di guerra, e chiedersi come potesse essere luogo di violenza e odio e sofferenza un simile paradiso, un altopiano di pace..
..giorni di nostalgia di un legame che l'uomo dovrebbe avere - per sua stessa natura - con la natura..
..voglia - ancora una volta, l'ennesima - di fuggire dalla città.. e chi lo sa..
 
2009/8/10

..abbracci..

..di ritorno da un intenso weekend toscano, tanti sono i momenti, tante le emozioni ancora da sistemare, leggere, per poterle raccontare..
..un incontro fatto di sguardi e di gesti, più che di parole.. ..e di abbracci, intensi, veri..
..quando si è condiviso tanto cammino - pur a distanza, ma così da vicino - dai suoi momenti più bui e duri alla luce e alla vita, è come se ci si conoscesse da sempre, e si sanno e intuiscono tante cose, senza bisogno di parole..
..un disegno, un dono.. il disegno che più rappresenta questo incontro, e il momento culminante di sabato sera.. un disegno che si traduce in gesto reale.. due vite che si stringono, e si concentrano in un gesto che riassume tutto quanto è stato passato, è e ci sarà.. un abbraccio forte, intenso, lungo.. un bene profondo, sincero, vero.
Grazie, davvero.
Tutto in un abbraccio..
 

Grazie a Daniela e ad Alessandro..

..due veri amici..

 

2009/8/6

..tempo di saluti..

..ragass, visto che c'è fermento nell'aria, che da stasera sarò ufficialmente in FERIE
e che nei prossimi giorni molti di noi si daranno al relax più totale
(che sia in qualunque angolo sperduto della terra o nel proprio letto)
vi mando un supervirtualabbraccione di buone vacanze!
 
Divertitevi e fate i bravi (se volete, altrimenti.. anche no!) Animoticon
 
 
2009/7/27

C'era una volta..

..rientro a casa e trovo mio padre sul divano intento a leggere favole a mia nipote, accoccolata accanto a lui.
Anche a noi le favole le leggeva il nonno..
..ma nessuno mai mi ha raccontato favole prima di dormire..
..e oggi - alla mia "veneranda" età - capita che certe sere ci sia qualcuno, dall'altro capo della linea telefonica, che mi legge una storia.. o a cui la legga io.. è un bel momento.. rasserena e prepara a un piacevole riposo..
 
Questa è la simpatica storia di Gianbabbeo.. è di Andersen, ma l'ho scoperta solo qualche giorno fa.. e oggi la dedico alla persona a cui l'ho letta quella sera..
 
<< In campagna si trovava una fattoria dove viveva un fattore con due figli, con tanto cervello che anche la metà sarebbe bastata. Volevano chiedere in sposa la figlia del re e avrebbero osato farlo perché lei aveva fatto sapere che avrebbe sposato chi avesse saputo tenere meglio una conversazione.
I due si prepararono per una settimana, il periodo più lungo concesso, ma per loro sufficiente dato che avevano già una certa cultura, la qual cosa tornò loro utile. Uno conosceva tutto il vocabolario latino e le ultime tre annate del giornale del paese che sapeva recitare da cima a fondo e viceversa, l'altro si era studiato tutti i regolamenti delle corporazioni d'arti e mestieri e aveva imparato tutto quanto deve sapere il decano di una corporazione; così riteneva di potersi pronunciare sui problemi dello stato, e in più imparò pure a ricamare le bretelle, essendo di gusti raffinati e molto abile.
"Io otterrò la figlia del re!" dicevano tutt'e due. Il padre diede a ciascuno un bellissimo cavallo; l'esperto di vocabolario e di giornali lo ebbe nero come il carbone, quello che era saggio come un vecchio decano e che sapeva ricamare, bianco come il latte. Dopo si unsero gli angoli della bocca con olio di fegato di merluzzo, di modo che scorressero meglio. Tutti i servitori erano andati in cortile per vederli montare a cavallo; in quel momento arrivò il terzo fratello; infatti erano in tre, ma il terzo nessuno lo teneva in considerazione perché non aveva la stessa cultura degli altri due e infatti lo chiamavano Gianbabbeo.
"Dove state andando vestiti così a festa?" domandò.
"A corte per conquistare con la conversazione la figlia del re. Non hai sentito ciò che il banditore ha annunciato in tutto il paese?" e glielo spiegarono.
"Accidenti! Allora vengo pure io!" esclamò Gianbabbeo, ma i fratelli risero di lui e partirono.
"Padre, dammi un cavallo!" gridò Gianbabbeo. "M'è venuta gran voglia di sposarmi. Se mi vuole, bene, e se non mi vuole, la voglio io".
"Quante storie!" rispose il padre. "Non ti darò nessun cavallo. Tu non sei capace di conversare; i tuoi fratelli sì che sono in gamba!".
"Se non potrò avere un cavallo" concluse Gianbabbeo, "mi prenderò il caprone, quello è mio e mi potrà certo portare". E così montò sul caprone, lo spronò con i calcagni nei fianchi, e via di corsa per la strada maestra. Oh, come cavalcava!
"Arrivo!" gridava, e si mise a cantare a squarciagola.
I fratelli cavalcavano avanti a lui in silenzio; non dicevano una parola perché dovevano pensare a tutte le belle trovate che avrebbero avuto, per poter conversare con arguzia.
"Ehi, là!" gridò Gianbabbeo, "sto arrivando anch'io! Guardate cosa ho trovato per strada!" e gli fece vedere una cornacchia morta.
"Babbeo!" risposero i due, "cosa ne vuoi fare?".
"Voglio portarla in dono alla figlia del re!".
"Fai pure" dissero ridendo, e continuarono a cavalcare.
"Ehi, voi, arrivo! Guardate che cosa ho trovato ora, non è una cosa che si trova tutti i giorni sulla strada maestra!...".
I fratelli si girarono di nuovo per vedere cos'era. "Babbeo!" dissero, "è un vecchio zoccolo di legno a cui manca la punta! Pure questo è per la figlia del re?".
"Sicuro!" rispose Gianbabbeo; i fratelli risero e cavalcarono via distanziandolo di un bel po'.
"Ehi, eccomi qui!" gridò Gianbabbeo. "Oh, oh! va sempre meglio! Ehi, è una vera meraviglia!".
"Che cos'hai trovato adesso?" chiesero i fratelli.
"Oh, una cosa incredibile!" disse Gianbabbeo, "chissà come sarà contenta la figlia del re!".
"Ma è fango appena preso dal fosso!" esclamarono i fratelli.
"Proprio così" rispose Gianbabbeo, "e della migliore qualità, non si riesce neppure a tenerlo!" e si riempì la tasca.
I fratelli cavalcarono via, spronando più che poterono i cavalli, e arrivarono un'ora prima di lui alla porta della città dove ricevettero un numero d'ordine, come tutti gli altri aspiranti via via che arrivavano. Poi venivano messi in fila, sei alla volta, e stavano talmente stretti da non poter muovere le braccia, ma era meglio così perché altrimenti si sarebbero rotti le costole a gomitate solo perché uno si trovava davanti all'altro.
Tutti gli altri abitanti del paese si erano riuniti intorno al castello e si arrampicarono fino alle finestre per vedere la figlia del re ricevere gli aspiranti: appena uno si trovava nella sala, restava senza parole.
"Non vale nulla!" diceva la figlia del re. "Via!".
Entrò il primo dei fratelli, quello che sapeva il vocabolario, ma lo aveva scordato stando in fila; inoltre il pavimento scricchiolava e il soffitto era tutto uno specchio, così lui si vedeva a testa in giù; e poi a ogni finestra c'erano tre scrivani e un caposcrivano, che scrivevano tutto ciò che veniva detto perché venisse subito pubblicato sul giornale e venduto all'angolo per due soldi. Era terribile; e inoltre la stufa era così calda che il tubo era diventato tutto rosso.
"Fa così caldo qui dentro!" disse il pretendente.
"E' perché oggi mio padre deve arrostire i galletti", rispose la figlia del re.
"Ah!" e si fermò; non si aspettava una conversazione di quel genere e non seppe più che dire, dato che voleva dire qualcosa di spiritoso.
"Ah!".
"Non vale niente!" concluse la figlia del re. "Via!" e così quello se ne dovette andare. Entrò quindi suo fratello.
"Qui fa un caldo terribile!" disse.
"Sì, arrostiamo i galletti, oggi" rispose la figlia del re.
"Come? Cosa?" disse lui, e tutti gli scrivani registrarono: come?
cosa?
"Non va bene!" esclamò la figlia del re. "Via!".
Poi entrò Gianbabbeo, ancora sopra il suo caprone. "Qui dentro c'è un caldo da bruciare!" disse.
"E' perché arrostiscono galletti!" spiegò la figlia del re.
"Molto bene!" esclamò Gianbabbeo. "Possono arrostire anche la mia cornacchia?".
"Sicuro che possono" rispose la figlia del re, "ma lei ha qualcosa in cui metterla dentro? Noi non abbiamo né pentole, né padelle".
"Ce l'ho!" disse Gianbabbeo. "Ecco qui una padella, col manico di stagno!" e tirò fuori il vecchio zoccolo e ci mise dentro la cornacchia.
"E' un pranzo completo!" commentò la figlia del re. "Ma dove troveremo il sugo?".
"Lo tengo in tasca" disse Gianbabbeo, "ne ho così tanto da poterne buttar via!" e intanto versò un po' di fango dalla tasca.
"Mi piaci! " esclamò la figlia del re. "Tu sì che sai rispondere. E sai anche parlare, perciò ti voglio come marito. Ma sai che ogni parola che diciamo e che abbiamo detto viene trascritta e uscirà sul giornale di domani? A ogni finestra siedono tre scrivani e un vecchio caposcrivano, e questo è il peggiore di tutti, perché non capisce niente!". Disse così per spaventarlo. Tutti gli scrivani si misero a ridere e macchiarono di inchiostro il pavimento.
"Ah, dunque sono loro i padroni!" esclamò Gianbabbeo. "Allora devo dare la parte migliore al capo! " e rovesciò la tasca e gli gettò del fango proprio in faccia.
"Ben fatto!" disse la figlia del re. "Io non ne sarei mai stata capace, ma imparerò presto!".
E così Gianbabbeo diventò re, ebbe una sposa e una corona e sedette sul trono. L'abbiamo appena saputo dal giornale del caposcrivano ma di quello lì è meglio non fidarsi. >>
 

2009/7/23

"Qui dove il mare luccica.. "

..impossibile non riconoscere alle prime note questa splendida canzone, non cominciare istintivamente a canticchiarla..
 
Ma quello che mi son sempre chiesta, e che non riuscivo a capire, era il nesso tra il titolo e il brano.. apparentemente privo di relazione.
Sì, lo sapevo, Lucio Dalla l'aveva dedicata a Caruso, ma cosa c'entrava il grande maestro con la terrazza, la ragazza e tutto il resto..?
 
C'entra, eccome.
Il protagonista del quadro magistralmente dipinto dal cantautore bolognese era proprio lui.
 
Dalla stesso anni fa, in un'intervista, raccontò dell'origine di questa poesia, e il suo significato.
"Mi si ruppe la barca, ero tra Sorrento e Capri, mi ospitarono degli amici proprietari dell' albergo dove morì il grande tenore Enrico Caruso. Per tre giorni sentii raccontare la storia del maestro e di quella ragazzina a cui dava lezione di canto e di cui era innamorato. Mi raccontavano di come, in punto di morte, gli fosse tornata una voce così potente che anche i pescatori di lampare la udirono e tornarono nel porto per ascoltarla. Caruso è nata così."
 
Un motivo in più per amarla, sentirla e respirarla in tutte le sue vibrazioni.
Un grande dono, a Caruso, all'Italia, alla musica, all'amore, alla vita.
 
Grazie, Lucio.
 
2009/7/21

..amico Albero..

Grazie all'ispirazione data dal bellissimo post di Rosy, sono andata a curiosare e ho trovato queste informazioni. Chi mi ha seguita per un po' sa quale rapporto speciale abbia da sempre con queste splendide creature della natura, perciò capirete quanto tenga a questo argomento e quanto ci creda. Buona lettura e.. provate per credere! Sorriso
 

Le energie positive degli alberi
Anna Poletti

" Fai che le mie mani
rispettino le cose che tu hai fatto,
che le mie orecchie siano attente alla tua voce.
Rendimi saggio,
affinchè possa conoscere
le cose che hai insegnato al mio popolo,
le lezioni che hai nascosto
in ogni foglia e in ogni pietra. "

Preghiera amerinda

Universalmente l'albero rappresenta uno dei simboli della Natura ed è considerato il portatore di qualità come la forza, la saggezza e la fertilità.

Dall'albero della conoscenza del bene e del male nella tradizione biblica, all'albero della Vita nella tradizione cabbalistica, agli alberi presenti nelle mitologie indo-americane, africane e orientali, ovunque vi sia umanità viene riservato un posto d'onore a questo essere vegetale.

Anche ognuno di noi intrattiene una relazione personale con gli alberi, che rispecchia il nostro modo di porci nei confronti della Natura. Chi considera gli alberi una fonte di produzione e profitto. Chi si interessa agli alberi in maniera analitica, cercando di comprendere come crescono e si riproducono. Chi invece li considera esseri magnifici a cui volgersi per trovare rifugio e bellezza. Chi li vede come amici e se ne cura. Chi fa scambi energetici con loro sapendo che se ne possono trarre benefici e chi, infine, vede l'albero come una creatura trascendente che gli permette di accedere al divino.

In ogni caso, è possibile sviluppare una percezione autentica degli alberi e per farlo occorre soltanto uscire dai pensieri abituali. Sedersi accanto a un albero che ci attira, durante una passeggiata in un bosco, chiedergli dal nostro piú profondo essere di ospitarci per un po' di tempo, riconoscere che è un essere vivente e misterioso, prendere coscienza della sua presenza utilizzando tutti i nostri sensi, entrare in comunicazione con lui attraverso il respiro e percepirne il campo energetico, è una pratica semplice che richiede solo sensibilità e amore nei confronti della Natura.

"Disegnare gli alberi mi ha condotto alla verticalità: con gli occhi ho seguito le rughe di vita del tronco fino al cielo, poi con la matita ho raccontato questo ponte tra terra e infinito, e ogni albero solitario si è offerto al mio salire. Un camminare con lo spirito non più in senso orizzontale, non più soltanto per raccogliere i frutti della loro generosità, castagne come noci, ma verticale, obbligato così a vedere la crescita paziente e faticosa, simile a quella umana, dove il protendere i rami come le braccia al sole rispecchia il più antico modo per nutrirsi di vita. Questa forma di apprendimento spirituale dell'uomo dall'albero è antica, un desiderio di evasione verso il cielo, una sua nostalgia innata...

Ma dobbiamo imparare ad attendere ed ascoltare.."

_ . _ . _ . _ . _ . _ . _


http://www.marcusparisini.it/marcus/libri/libro_5.html

http://www.lefaccedeglialberi.it/

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__le_energie_positive_degli_alberi.php

2009/7/20

il gioco del "mi piace" e "non mi piace"..

Sera tarda, parole che scivolano rotolando, aggrovigliandosi, inseguendosi e duettando, da un capo all'altro del filo - si sarebbe detto una volta - da un capo all'altro della linea telefonica, come sempre, come ogni giorno, forse da ore. La comunicazione sta per avere termine, il sonno rallenta i ritmi di reazione e abbassa le palpebre, ma salta fuori a sorpresa la domanda stuzzicante. E da lì il via al gioco del [cosa] "mi piace" e "non mi piace" [di te]. Da introduzione di Amélie, ma in questo caso il riferimento erano le due persone al telefono. L'una nei confronti dell'altra. E viceversa.
Se non avete mai provato a farlo, o date per scontato di saper fin troppo bene cosa pensi l'altra persona di voi e che sia chiaro agli altri cosa pensiate voi, lanciatevi in questo curioso gioco e.. scoprirete che nulla è davvero scontato!
..e forse scioglierete quei piccoli fastidiosi nodi che intralciano il percorso..
 
..ma, mi raccomando.. non prendetevi troppo sul serio! 
Buon divertimento! A bocca aperta
 
2009/7/9

..la prova del 9..

..oggi giornata di insoliti "movimenti".. rumors, come si suol dire in gergo..
..qualche piccola scossa alla piatta e liscia ordinarietà del lavoro qui in ufficio..
..più che una vera vibrazione, è come una grossa nube nera all'orizzonte..
..notizie di corridoio, novità e cambiamenti che presto verranno - temo - confermati..
..e una voce dentro che dice che dovrò rimettermi in gioco..
..questa, la cosa più ansiogena e faticosa..
..e mi viene in mente quando in piscina non volevo staccare mai la mano dal muretto..
..tensioni.. nei prossimi giorni si vedrà..
..ma intanto la testa macina.. e cerco di trovare eventuali nuovi appigli.. di ritrovare sicurezza..
 
Oggi pomeriggio andrò a trovare un amico.. a dire il vero lo andrò a conoscere..
..e non nel migliore dei contesti.. è venuto a Milano in ospedale.. domani sarà operato al cervello..
..oggi lo vedrò.. è strano..
 
..oggi è il 9.. sarà anche per questo, che è un giorno strano..
 
2009/7/8

..colori..

..il blu del cielo di oggi mi ricorda la Grecia..
 
..e di quella vacanza, di quasi un anno fa, vorrei ritirare fuori gli odori e i colori..
 
..delle spezie, ordinate sui banchi del mercato dell'Agorà..
 
 
 
..del pane col burro, di yogurt e miele..
 
 
 
..delle distese assolate battute dal vento..

 

..fotogrammi..

" C'erano cose che uno avrebbe tranquillamente guardato, magari ne sarebbe stato anche un po' colpito, magari si fermava anche un attimo, ma poi era in fondo una cosa come le altre, ordinatamente in fila con le altre. Ma per Mormy, quelle stesse cose erano prodigi, esplodevano come incantesimi, diventavano visioni. Poteva essere la partenza di una corsa di cavalli, ma poteva anche essere semplicemente un improvviso colpo di vento, la risata sul volto di qualcuno, il bordo d'oro di un piatto, o un niente. O suo padre sulla sedia a dondolo e Jun che lentamente si volta e rientra in casa. La vita faceva una mossa, e la meraviglia si impadroniva di lui.

Il risultato era che, del mondo, Mormy aveva una percezione, per così dire, intermittente. Una sequela di immagini fisse - meravigliose - e mozziconi di cose perdute, cancellate, mai arrivate fino ai suoi occhi. Una percezione sincopata. Gli altri percepivano il divenire. Lui collezionava immagini che erano e basta.

- E' matto Mormy? - chiedevano gli altri ragazzini.

- Solo lui lo sa - rispondeva il signor Rail.

La verità è che si vedono e si sentono e si toccano così tante cose... è come se ci portassimo dentro un vecchio narratore che per tutto il tempo continua a raccontarci una storia mai finita e ricca di mille particolari. Lui racconta, non smette mai, e quella è la vita. Al narratore che stava nelle viscere di Mormy forse si era rotto dentro qualcosa, forse qualche dolore tutto suo gli aveva messo addosso quella specie di stanchezza per cui riusciva a raccontare solo più mozziconi di storie. E tra uno e l'altro, il silenzio. Un narratore sconfitto da chissà quale ferita. Forse l'aveva fregato la porcheria di qualcuno, l'aveva bruciato lo stupore di un tradimento fottuto. O magari era la bellezza di quello che raccontava che l'aveva a poco a poco sopraffatto. La meraviglia gli strozzava le parole in gola. E nei suoi silenzi, che erano ammutolita emozione, riposavano i buchi neri della mente di Mormy.

Chissà. Ci sono certi che lo chiamano angelo, il narratore che si portano dentro e che gli racconta la vita. Chissà come erano le ali dell'angelo di Mormy. " 

(da Castelli di rabbia, Baricco)

Matto..? Chissà. Di sicuro, mi assomiglia parecchio.. Sorriso

2009/6/26

..sere d'estate..

..serata quieta.. da sola in casa, nel silenzio il solo sottofondo al mio tic-tic sulla tastiera è la pioggia che cade fuori - anche lei quieta, anche lei nel suo ritmico tic-tic..
..e da fuori, dalla strada stasera deserta, un coro lontano.. ragazze innamorate, forse.. canzoni d'amore con tutto il fiato.. con tutto il cuore.. insieme..
..e mi riportano indietro di tanti tanti anni.. un'estate a "pelle viva".. sensazioni ed emozioni a mille..
..il cuore in tumulto.. le sere fatte per dichiararsi..
.."le canzoni urlate al cielo lassù".. sì.. urlate perchè troppo potenti da contenere.. urlate per cercare di arrivare al cuore di chi le aveva fatte nascere dentro..
..bei ricordi.. che - se ci penso - sono legati anche ad altri momenti - ma sempre simili, e sempre estivi - anche di un passato via via più recente..
 
..in ogni caso.. attimi di infinito.. e anche questo è estate..
 
   
 
..e questa è dedicata a voi, a noi..
..perchè ne abbiamo tutti bisogno..
..e a volte basta che semplicemente qualcuno ce lo ricordi..
..per ritornare a volare..
 
 
- grazie a Daniela, che per prima me l'ha donata.. -
 
2009/6/25

..i fuochi di San Giovanni..

..e ancora una volta sul grande prato della Villa Reale, nell'attesa corale dell'evento dell'anno..
..i fuochi di San Giovanni - patrono di Monza e della mia città..
..le ore che precedono l'esplosione della serata sono cariche di entusiasmo e festa..
..c'è voglia di ritrovarsi, di stare insieme e di godere ogni attimo nelle piccole cose..
..è questo il vero spettacolo, di San Giovanni..
 
 

2009/6/23

..la rugiada magica..

E’ quella di San Giovanni una festa antichissima, legata al solstizio d’estate e corrispondente a quello d’inverno che si ricorda a Natale o per Sant'Antonio Abate.


Le storie pagane di San Giovanni partono dal IV secolo, con Sant'Agostino e la sua violenta polemica contro le indecenti licenziosità, le canzoni oscene, i divertimenti indegni che nelle campagne accompagnavano la festa del Santo.

Attorno alla figura di San Giovanni si sono sviluppati riti d'acqua, riti di fuoco e riti agresti. Uno dei principali riti d'acqua era quello del "Battesimo di San Giovanni", compiuto nella notte del 23 giugno che precede la festa del Santo.

Era un battesimo "sui generis", consistente nel bagno in un fiume, lago o mare, ma anche, se non era possibile, nel bagnarsi nei lenzuoli intrisi della rugiada notturna.

Era un lavacro ad uso di divertimento ma anche di magia, destinato a vincere malattie o malefici d'ogni genere, degli uomini e degli animali domestici. Durante la notte del passaggio, uomini e donne si rotolavano nudi nei prati rugiadosi per guarire i molti mali del corpo accumulati durante l'inverno e la primavera.

I più pudici stendevano sui prati candide lenzuola, strizzando le quali ottenevano un'acqua magica, capace di guarire uomini ed animali e per questo conservata tutto l'anno.
 
Nel Nord Europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Lo stesso rituale era valido per avere bei capelli e una buona salute.

Se volete raccogliere la rugiada, potete stendere un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca, in cui inserirete un bicchiere o un altro contenitore. Sopra di esso poi metterete un telo impermeabile, fissato ai bordi della buca (in alto) e con un foro al centro proprio sopra l’orlo del bicchiere (sul fondo). La rugiada si depositerà sul telo e scenderà nel vostro contenitore.

Un altro sistema è trascinarsi dietro, passeggiando per i campi, il mattino prestissimo, o un lenzuolo o un batuffolo di cotone legato per una cordicella: in questo modo stoffa e/o cotone si inzupperanno della rugiada che poi potrete raccogliere strizzandoli.

 ..allora, tutti pronti a correre nei prati..? A bocca aperta
 
..se invece siete curiosi e ne volete sapere di più..
 
2009/6/22

..di sole e d'azzurro..

..come a benedire solennemente l'inizio dell'estate, oggi un rinfrancante scroscio d'acqua dal cielo, e poi di nuovo il sole..
 

..buona estate nel cuore a tutti!

2009/6/16

..piccoli segnali..

 
..due foglioline fresche e vive.. 'Mina - la ciclamina - sembra fuori pericolo..
..tolto il secco e messa in penombra, sembra star bene..
 
..anche Stella - di Natale - dà segni di miglioramento..
..tolti i parassiti e lavata con acqua fresca e premure, sembra quasi ringraziare..
 
..speranza, fiducia e piccoli gesti d'attenzione e cura.. e ritorna la vita..
..anche nelle due piantine nel mio ufficio..
 
 

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"Da te gli uomini" disse il Piccolo Principe "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino.. e non trovano quello che cercano. [...] "E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua" [...] "Ma gli occhi sono ciechi. [...] Bisogna cercare con il cuore." [...] Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per nulla simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno.[...] E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi. Perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".